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Lorenzo...mio nipote...befanino 2005 1 anno

“I cercatori di comunione
con Dio e con gli uomini
sono immessi subito in questa tensione:
lotta e contemplazione.
Due atteggiamenti che sembravano
un tempo opposti e rivali
E che oggi si rivelano al cuore
l’uno dell’altro.
Lotta,
in noi stessi,
per liberarci da tutte le prigioni interiori
e dal bisogno di imprigionare gli altri,
e lotta con l’uomo povero
perché la sua voce possa farsi sentire
e siano spezzate le oppressioni.
Contemplazione,
per lasciare che a poco a poco
si trasformi il nostro sguardo
fino a posare sugli uomini e sull’universo
lo sguardo del Cristo stesso”
(frère Roger)


               (frerè Roger)


ALL'AMORE...

Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene. 
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.


Questo blog è contro la guerra
senza se e senza ma!
=============================

Amare, non significa convertire,
 ma per prima cosa ascoltare,
scoprire questo uomo,
questa donna,
 che appartengano a una civiltà
e ad una religione diversa.
L'amore consiste non nel sentire
che si ama, ma nel voler amare;
quando si vuol amare, si ama;
quando si vuol amare sopra ogni cosa,
si ama sopra ogni cosa"

(Charles de Foucauld)


 
"...state molto attenti
a far piangere una DONNA,
che poi  Dio conta le sue lacrime!
La donna è uscita dalla costola dell'uomo,
non dai piedi perché dovesse essere pestata,
né dalla testa per essere superiore,
ma dal fianco per essere  uguale.....
un po' più in basso del braccio per essere
 protetta  e dal lato del cuore
per essere AMATA Cosa succede in città...

Dopo le elezioni...
solo spartizioni...
nessuno parla...

Il PD...sta nascendo...
a Latina...nessun fermento!


"Per alcuni le parole sono strumenti
per rappresentare cose,
per comunicare pensieri e sensazioni.
Per altri sono strumenti autoreferenziali
che servono ad alimentare altre parole."
(detta da un politico di Latina)


Avvenimenti a Latina...

********************************
UN ACQUISTO NELLA BOTTEGA
E' UN CONTRIBUTO
ECONOMICO E CULTURALE
INSIEME!!
sostieni l'alternativa...
regala equo e solidale
*******************************
Ass.Cult.MICROmacro
 
BdM - Estacion Esperanza
Via Saffi, 44 - Latina



°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Invito alla lettura


Sto leggendo:

I pilastri della terra

Manituana
di Wu Ming

Gomorra

Consigli per la lettura:

Sobrietà di Francesco Gesualdi
(profetico)


Q

di Luther Blissett
(storicamente rilevante)

Ad occhi chiusi 
Ragionevoli dubbi
Testimone Inconsapevole
di Gianrico Carofiglio



Cinema

Ho visto di recente al Cinema:
Recensioni doc su www.schermaglie.it

L'amore ai tempi del colera

In questo mondo libero

Ratatouille

Leoni ed Agnelli

Invito all'informazione


Altreconomia

l'informazione per agire
www.altreconomia.it



Nigrizia
Il mensile dell'Africa e del mondo nero
Unimondo

Internet per i diritti umani e lo sviluppo sostenibile
Sito italiano di OneWorld.net



Se te vedesse Caravaggio te metterebbe ar posto de la
Madonna! (Freddo)....(da Romanzo Criminale)


 
Il sorriso di Vanessa...



Una donna indiana...


Kidman



Scarlett Johansson


Jasmine Trinca

Scautismo - Latina 1




Auguri per un nuovo anno dal
capo gruppo!!!

In macchina ascolto...

Radio 24

La zanzara
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Viva Radio 2

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26 febbraio 2009

Dario Fo... Morte ai fanatici ambientalisti

PROPRIO ieri 24 febbraio il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha presentato a camere riunite il suo progetto riguardo la produzione di energia e ha specificato che la produzione sarà pulita e rinnovabile. Inoltre, ha annunciato la quota di denaro che lo Stato americano ha intenzione di stanziare a cominciare da subito. Ha aggiunto: "Il nostro primo obiettivo è quello di riuscire ad abbattere drasticamente l'inquinamento atmosferico e l'effetto serra".

Il giorno stesso, a Roma, il nostro primo ministro Berlusconi firmava un accordo per attuare nel nostro paese l'impianto di ben quattro centrali nucleari di terza generazione, e non ha assolutamente parlato dei problemi di riscaldamento globale. Segnaliamo a questo proposito che l'inquinamento della città di Milano per ben 35 giorni sui 55 dall'inizio dell'anno ha superato il livello di inquinamento atmosferico, raggiungendo i 171 microgrammi di polveri sottili, contro i 50 del limite europeo. Ma il Governo italiano e il Comune di Milano non fanno una piega.

Tornando al nucleare, Berlusconi ci dà notizia dell'avvenuto accordo sfoderando un sorriso compiaciuto. E aggiunge che finalmente si è "abbattuto il fanatismo ecologico di una parte politica che già vent'anni fa ci aveva impedito di terminare la costruzione di due nuove centrali". Quindi si torna al nucleare? Ma come, ci siamo battuti tanto, il 70% degli italiani nel referendum sulle centrali ha votato contro, e lui ci definisce in massa fanatici dell'ecologia? E specifica che quello nucleare è un metodo ormai controllabile e sicuro. Ma come sicuro? Silvio, ti sei scordato che non più tardi dell'anno scorso in Francia succedeva un disastro: dall'impianto nucleare più importante della nazione, fuoriuscivano scorie tossiche che colpivano dieci operai. "Ma, calma!" dice il ministro francese, "degli operai sono stati colpiti dalle esalazioni, è vero, ma solo leggermente". Cosa significa "leggermente"? Significa che i danni procurati alla salute di quei dipendenti sono insignificanti: gli son diventati i capelli un po' azzurri, gli occhi fluorescenti e la pelle leggermente squamata. Qualcuno ha anche le branchie, ma gli stanno bene.


Ma io mi chiedo, questo nostro presidente è disinformato naturale o ha studiato per diventarlo? Nessuno gli ha detto che, a parte il pericolo continuo di disastro tipo Chèrnobyl, per il nucleare esiste il problema delle scorie? E che noi, in Italia, per il solo fatto di aver messo in funzione un paio di centrali nucleari cinquant'anni fa, ancora oggi abbiamo scorie che non sappiamo dove sbattere? E lo stesso accade anche in Francia, Il presidente ha dichiarato che entro il 2020 da noi sarà già attiva la prima delle quattro centrali previste. Ma quel cervello incandescente di governante sa cosa costa montare una centrale nucleare? In Finlandia ne stanno costruendo giusto una di ultima generazione. Avevano previsto che sarebbe costata un miliardo di euro, ma a metà percorso si sono accorti che il miliardo previsto s'era raddoppiato, due miliardi. Ora i responsabili della centrale, gente preparata e onesta, hanno avvertito che il valore dell'energia che riusciranno a produrre con quella loro centrale non riuscirà a coprire neanche la metà dei costi di fabbricazione ed impianto. Non solo, ma che la perdita aumenterà a dismisura quando, fra una ventina d'anni, come di norma, dovranno smontare tutto l'impianto e preoccuparsi di imballare ogni elemento dentro un enorme container in cemento armato, e poi andare a sistemarlo in uno spazio scavato nella roccia a un minimo di dieci metri sotto il livello del suolo.

E il nostro presidente, sempre lui, Silvio Eta Beta, assicura che l'energia nucleare è la più economica e produce ampi vantaggi e viene smentito immediatamente da ogni scienziato onesto e informato che lo sbeffeggia: "Ma che dici, Eta? Attento a te, i reattori funzionano solo grazie all'uranio arricchito. Ora devi sapere che negli ultimi anni il prezzo di questo propellente è aumentato di addirittura sette volte, per la semplice ragione che le riserve stanno per finire; e giacché il governo italiano ha appreso che per soddisfare l'intiero bisogno della nazione si dovrebbero realizzare, sul vostro territorio, almeno sessanta centrali dell'ultima generazione, dove andate a sbattere? Vi è sfuggito il particolare che per raggiungere questo numero abbisognano almeno trent'anni, con una spesa da fantascienza? E poi c'è il guaio che proprio in ragione dell'enorme numero di centrali che ogni paese cosiddetto civile ha in programma di costruire, entro quindici anni di uranio fruibile non ce ne sarà più e allora con cosa le fai andare le sessanta centrali, con le noccioline? O col popcorn?! E poi, cervellone mio, ci spieghi in quale zona o territorio hai in mente di costruirle queste centrali? Nessuno ti ha detto che l'Italia è un paese a forte incidenza tellurica? E che dal nord al sud più profondo non c'è luogo dove sia pensabile montarci un impianto nucleare? L'unico sicuro sarebbe Roma, anzi il Vaticano è proprio il punto ideale... io insisto e firmo per una soluzione del genere




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25 marzo 2008

Il PIL misura tutto



"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani."
Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas:

1 ottobre 2007

Profezie di 30 anni fa...

 "La Chiesa sta divenendo per molti l'ostacolo principale alla fede. Non riescono più a vedere in essa altro che l'ambizione umana del potere, il piccolo teatro di uomini che, con la loro pretesa di amministrare il cristianesimo ufficiale, sembrano per lo più ostacolare il vero spirito del cristianesimo" 
Joseph Ratzinger

19 settembre 2007

IF

 Se riesci a mantenere il controllo quando tutti intorno a te lo perdono 
e te ne fanno una colpa; 
se riesci ad aver fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano, 
ma concedi attenuanti al loro dubitare; 
se riesci ad aspettare e a non stancarti nell’attesa, 
o quando gli altri mentono tu non ti abbandoni alla menzogna, 
o quando ti odiano non ti abbandoni all’odio, 
e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggiamente; 
se riesci a sognare senza che i sogni diventino il tuo padrone; 
se riesci a pensare e a non fare dei tuoi pensieri il tuo scopo,
se riesci ad affrontare il Trionfo e la Sconfitta 
e a trattare questi due impostori allo stesso modo; 
se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto 
distorta da bricconi per abbindolare gli sciocchi, 
o a vedere le cose a cui tu hai dedicato la vita, rotte, 
e a chinarti e ricostruirle con arnesi logori; 
se riesci a fare un solo fascio di tutte le tue vincite 
e rischiarle in blocco a testa e croce, 
e perdere, e ricominciare tutto da capo, 
e non dire una parola sulla perdita; 
se riesci a costringere cuore, nervi e tendini 
a servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti, 
e a non mollare quando non resta altro in te 
che la Volontà che dice “Non mollate!” 
Se riesci a parlare alla folla e a mantere la tua integrità, 
a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente, 
se né i nemici né gli amici più cari possono ferirti, 
se tutti contano per te, ma nessuno troppo; 
se riesci a riempire un implacabile minuto 
con sessanta secondi degni di essere vissuti, 
tua è la Terra e tutto quello che è in essa, 
e, quel che più conta, tu sei un Uomo, figlio mio. 
(Rudyard Kipling) 


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3 ottobre 2006

l'arte della vita

Vivere spensierato senza spensieratezza,
aver coraggio senza superbia,
mostrar fiducia e gioiosa rassegnazione
senza fatalismo: questa è l'arte della vita.
(Theodor Fontane)




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13 giugno 2006

Suggerimenti... rivoluzionari

"Una volta tanto svègliati dall'apatia e imponiti un sussulto di dignità. Scrollati di dosso la scimmia dell'indifferenza. Liberati dalle frivolezze della televisione. Vai oltre il provincialismo imposto dalla grande stampa. Dai un calcio alla retorica del nazionalismo, del patriottismo, del militarismo e altri rigurgiti fascisti. Torna a pensare con la tua testa e guarda il mondo in faccia in tutta la sua realtà. Allora scoprirai che l'umanità sta vivendo il più grave scandalo della sua storia. Mai ha prodotto tanta ricchezza, mai ha creato tanta povertà". (Sobrietà - cap. 1 - Squilibri scandalosi - pag. 9 - Francesco Gesualdi).




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30 maggio 2006

Buona Amministrazione

"Troviamo oggi Roma più efficiente, più competitiva e più solidale, anche perché hanno cittadinanza, idee e innovazione, ma anche per una convinzione collettiva che valori quali la fiducia, l'affidabilità, l'utilità sociale, la creatività e l'impegno costituiscano una piattaforma di riferimenti comuni"...




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1 maggio 2006

25 aprile --> 1 maggio




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16 aprile 2006

Tanti auguri, brava gente

Obbligo di verità dopo le illusioni
di Enzo Biagi

Tanti auguri, brava gente. Quest’anno nell’uovo di Pasqua una bella sorpresa: la sconfitta di Silvio Berlusconi, che dalla politica, se vuole, può tornare ai suoi affari. O alle Bahamas, come da promessa in un momento di verità. Nessuno lo trattiene, tanto meno se gli frullano per la testa tre paroline: presidenza della Repubblica. Non all’altezza, in tutti i sensi. Ogni giorno aumentavano le contestazioni sulle schede da parte del leader di Forza Italia per il quale, evidentemente, il voto del popolo non è sovrano. E pensare che proprio per lui dovrebbe esserlo almeno due volte: prima di tutto perché è l’espressione della volontà della gente, quindi della democrazia, e poi perché a controllare il meccanismo elettorale c’era un suo ministro. L’unica cosa che dovrebbe fare il Cavaliere è chiedere scusa: non solo a Romano Prodi ma al Paese. Adesso al governo va il Professore ed è finita l’ora del dilettante. La strada, comunque, è lunga e difficile e, visto com’è andata negli ultimi cinque anni, ci saranno momenti duri per tutto il Paese.
Una raccomandazione al nuovo governo: rendete trasparente Palazzo Chigi, raccontate la verità alla gente, nessuno scheletro nell’armadio, raccontate quello che in quell’armadio trovate, niente sogni o illusioni o numeri falsi. Finalmente abbiamo voltata pagina e abbiamo il diritto di sapere che cosa fanno quelli che sono stati scelti per rappresentarci

Questa è l'unica raccomandazione di cui abbiamo bisogno (nota di LC)




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16 febbraio 2006

i mezzi della resistenza

"Se voi avete il diritto di insegnare che italiani e stranieri possono lecitamente, anzi eroicamente, squartarsi a vicenda, allora io reclamo il diritto di dire che anche i poveri possono e devono combattere i ricchi. E almeno nella scelta dei mezzi sono migliori di voi: le armi che voi approvate sono orribili macchine per uccidere, mutilare, distruggere, far orfani e vedove. Le uniche armi che approvo io sono nobili ed incruente: lo sciopero e il voto" (don Lorenzo Milani)

dall'intervento di Romano Prodi , 11.02.2006  "Per il bene dell'Italia"
"Scegliamo una politica preventiva di pace che persegua attivamente l’obbiettivo di equità e giustizia sul piano internazionale, favorendo la prevenzione dei conflitti e il prosciugamento dei bacini dell’odio"
LOTTAECONTEMPLAZIONE VOTA L'UNIONE




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31 gennaio 2006

Saggezza...

Il dromedario e il cammello
(Gianni Rodari)

Una volta un dromedario,
incontrando un cammello,
gli disse: - Ti compiango,
carissimo fratello;
saresti un dromedario
magnifico anche tu
se solo non avessi quella brutta gobba in più.

Il cammello gli rispose:
- Mi hai rubato la parola.    
E' una sfortuna per te
avere una gobba sola.
Ti manca poco ad essere
un cammello perfetto:
con te la natura
ha sbagliato per difetto.

La bizzarra querela
durò tutto una mattina.
In un canto ad ascoltare
stava un vecchio beduino
e tra sé, intanto, pensava:
"Poveretti tutti e due,
ognun trova belle
soltanto le gobbe sue.
Così spesso ragiona
al mondo tanta gente
che trova sbagliato
ciò che è solo differente!"

Jinba - South Hebron 




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1 gennaio 2006

I care

Il primo post del nuovo anno lo dedico a Lorenzo Milani priore della scuola di Barbiana...

(...) Ora io sedevo davanti ai miei ragazzi nella duplice veste di maestro e di sacerdote e loro mi guardavano sdegnati e appassionati. Un sacerdote che ingiuria un carcerato ha sempre torto. Tanto più se ingiuria chi è in carcere per un ideale. Non avevo bisogno di far notare queste cose ai miei ragazzi. Le avevano già intuite. E avevano anche intuito che ero ormai impegnato a dar loro una lezione di vita.
Dovevo ben insegnare come il cittadino reagisce all'ingiustizia. Come ha libertà di parola e di stampa. Come il cristiano reagisce anche al sacerdote e perfino al vescovo che erra. Come ognuno deve sentirsi responsabile di tutto.
Su una parete della nostra scuola c'è scritto grande «I care». È il motto intraducibile dei giovani americani migliori. «Me ne importa, mi sta a cuore». È il contrario esatto del motto fascista «Me ne frego».
Quando quel comunicato era arrivato a noi era già vecchio di una settimana. Si seppe che né le autorità civili, né quelle religiose avevano reagito.
Allora abbiamo reagito noi. Una scuola austera come la nostra, che non conosce ricreazione né vacanze, ha tanto tempo a disposizione per pensare e studiare.
Ha perciò il diritto e il dovere di dire le cose che altri non dice. È l'unica ricreazione che concedo ai miei ragazzi.
Abbiamo dunque preso i nostri libri di storia (umili testi di scuola media, non monografie da specialisti) e siamo riandati cento anni di storia italiana in cerca d'una «guerra giusta». D'una guerra cioè che fosse in regola con l'articolo 11 della Costituzione. Non è colpa nostra se non l'abbiamo trovata.
(...)
L'obbedienza non è più una virtù - Lettera ai giudici

"Stasera ho provato a mettere un disco di Beethoven,
per vedere se posso ritornare al mio mondo e alla mia razza
e sabato far dire a Rino: "Il priore non riceve, perché sta ascoltando un disco…
Volevo anche scrivere sulla porta: "I don’t care più",
ma invece me ne "care" ancora molto."


manoscritto inedito di Beethoven




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2 dicembre 2005

Tempo...per me e per gli altri

Faccio fatica (ma sono ottimista) a incasellare tutte le mie cose...
vorrei avere il tempo di pensare di più a chi non ha...
forse è solo così che avrò la possibilità di capire in profondità chi sono!



" Sono molte le atrocità
nel mondo e moltissimi
i pericoli.
Ma di una cosa
sono certo:
il male peggiore è l'indifferenza.
Il contrario dell'amore
non è l'odio, ma l'indifferenza;
il contrario della vita
non è la morte, ma l'indifferenza;
il contrario
dell'intelligenza non è
la stupidità, ma
l'indifferenza.
E' contro di essa che bisogna
combattere con tutte
le proprie forze.
E per farlo un'arma
esiste: l'educazione.
Bisogna praticarla, diffonderla,
condividerla, esercitarla sempre e dovunque.
Non arrendersi mai "

Elie Wiesel,
Premio Nobel per la pace, 1986




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10 novembre 2005

canzone piccola

Amo questa canzoncina, cantilenosa ma ricca di umanità,
piena di quella semplicità che ho voglia di trovare
e con cui vorrei percorrere un eterno cammino...

Ho voglia di una canzone piccola che parli di cose piccole
che diventano invisibili schiacciate dagli eventi dai grandi avvenimenti
una canzone piccola che parli di caffettiere di cartoline di pasta e ceci
di sveglie che non suonano o suonan troppo forte
di un ritornello che ti resta in testa di uno spiffero dalla finestra
delle tue labbra della tua maglietta una canzone lenta come una bicicletta
una canzone piccola fatta di due strumenti al massimo due accordi
senza tanti accorgimenti lontana dall'Europa dal mondo e dalle stelle
ma molto molto molto molto molto vicina alla mia pelle
piccola come l'aria che mi entra nei polmoni una canzone piccola
con piccole emozioni fatta di una matita un poco di caffè
le scale mie di casa un piccolo perché i tuoi vestiti allegri
a fiori di campagna senza pretese come una farfalla
che è bella perché è bella e non c'è discussione
una canzone piccola come la mia opinione
come un panino caldo come una passeggiata
talmente piccolina che adesso è già finita
come una chiacchierata col solito vecchio amico
che sa che cosa penso anche se non lo dico
una canzone piccola che parli delle cose in questa stanza
un movimento semplice una leggera danza
una canzone piccola che ci si può fidare
una canzone piccola che non ha niente da dimostrare
che non ha niente da dimostrare

(Jovanotti - L'Albero 1997)




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7 novembre 2005

Dateci Zeman

"A mio parere, la grande popolarità che ha il calcio nel mondo non è dovuta alle farmacie o agli uffici finanziari, bensì al fatto che in ogni piazza in ogni angolo del mondo c'è un bambino che gioca e si diverte con un pallone tra i piedi. Ma il calcio, oggi, è sempre più un'industria e sempre meno un gioco"
Zdenek Zeman




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13 luglio 2005

...e il momento di rinfrescarsi le idee...


Non è ancora arrivato il momento della mia pausa lavorativa ma sento che si avvicina...

 




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7 luglio 2005

PPP

"L'Italia sta marcendo in un benessere che e' egoismo, stupidita', incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza e', ora, il fascismo"

P.P. Pasolini




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30 giugno 2005

Nazim Hikmet

Prima di tutto l'uomo

Non vivere su questa terra
come un estraneo
o come un turista nella natura.
Vivi in questo mondo
come nella casa di tuo padre:
credi al grano, alla terra, al mare
ma prima di tutto credi all'uomo.
Ama le nuvole, le macchine, i libri
ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca
dell'astro che si spegne
dell'animale ferito che rantola
ma prima di tutto
senti la tristezza e il dolore dell'uomo.
Ti diano gioia tutti i beni della terra
l'ombra e la luce ti diano gioia
le quattro stagioni ti diano gioia
ma soprattutto, a piene mani
ti dia gioia l'uomo!




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16 giugno 2005

100 anni della teoria della relatività

Con l’aiuto delle teorie fisiche cerchiamo di aprirci un varco attraverso il groviglio dei fatti osservati, di ordinare e intendere il mondo delle nostre impressioni sensibili. Aneliamo che i fatti osservati discendano logicamente dalla nostra concezione della realtà. Senza la convinzione che con le nostre costruzioni teoriche è possibile raggiungere la realtà, senza convinzione nell’intima armonia del nostro mondo, non potrebbe esserci scienza (Albert Einstein)




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23 maggio 2005

23 maggio 1992

" Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande.
Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno.
In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere."


 L'eredità del giudice Falcone - Marcelle Padovani
"Non avrebbe voluto diventare un eroe, Giovanni Falcone. Perché era convinto che uno stato tecnicamente attrezzato e politicamente impegnato potesse sconfiggere il crimine organizzato facendo a meno di tanti sacrifici individuali.
Per Falcone, la responsabilità collettiva di un ufficio specializzato, di una istituzione locale, di una Procura nazionale, avrebbe dovuto cancellare le singole personalità e dunque la vulnerabilità dei singoli operatori dell'Antimafia:
"Quando esistono degli organismi collettivi," diceva" quando la lotta non è concentrata o simboleggiata da una sola persona, allora la mafia ci pensa due volte prima di uccidere." Non avrebbe dunque , Falcone, voluto diventare un eroe.
"Vale la pena," gli avevo chiesto durante un'intervista televisiva del gennaio 1988 "vale la pena di rischiare la propria vita per questo stato?" E lui rispose, un po' sconcertato: "Che io sappia, c'è soltanto questo stato, o più precisamente questa società di cui lo Stato è l'espressione."
Non eroe per vocazione, ma servitore dello stato: questo era il giudice Falcone."




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